In un giornale assai noto nella provincia di Grosseto, nell'anno1895, si legge un articolo alquanto singolare.
Il Dr. Dalindo Vignoli medico condotto del castello di Travale, in prossimità della propria dipartita per il mondo dei più, non si dispose a fare un testamento "come si deve", cioè lasciando i suoi averi ai parenti più prossimi, o comunque ai parenti più meritevoli.
Con meraviglia dello scrivente, ma forse anche dei lettori, che cosa fa?
A chi decide di lasciare tutti si suoi averi, mobili ed immobili?
Incredibile a dirsi e a credersi, ma il buon dottore nomina suo erede universale il Comune di Montieri!!!
Ma riportiamo l'articolo apparso il 3 Novembre 1895 sul n°44 del giornale l'Ombrone.

"Il Dott. Dalindo Vignoli per due volte medico condotto nel castello di Travale, moriva il giorno 24 Ottobre nel villaggio della Romola, Comune di San Casciano in Val di Pesa. Moriva legando, con suo testamento pubblico fatto tre giorni prima, tutti i suoi averi a favore del Comune di Montieri con l'obbligo di fondare un piccolo Ospedale a benefizio dei poveri... Non conosciamo nel momento l'importanza dell'eredità, ma sappiamo che oltre a possedere vari immobili nel Comune di Montieri, ne possiede ancora nei comuni di Pienza e San Casciano stesso, e si crede che l'intero legato possa ascendere a 70 od 80 mila lire ......."

Ma per meglio comprendere la portata di questa notizia bisogna domandarci quale valore aveva allora la cifra sopra menzionata, capire la reale portata di questa eredità, come si suol dire "piovuta dal cielo".
Per soddisfare a pieno la nostra curiosità abbiamo interpellato l'Ufficio Studi monetari, economici e finanziari del Monte dei Paschi di Siena che ha effettuato per noi una piccola ma non facile ricerca storico-economica sull'argomento.
La conclusione è la seguente:
"Nel 1890, 80 mila lire toscane sono pari a 67.200.000 lire italiane, oggi con la nuova moneta sarebbero 34705,90 €. Considerando questo parametro ed altri, tra cui l'indice medio annuo, si arriva alla conclusione che 80.000 £ di allora, rapportati, per essere precisi, alla data del 27 Ottobre 1997 (giorno della ricerca) corrispondono alla cifra di Lire 480.000.000, o se preferite 247.899,30 €". Quasi mezzo miliardo di vecchie lire, davvero una bella somma! Si tratta di una cifra complessiva davvero considerevole per un piccolo paese di montagna, allora afflitto da pestilenze di vario genere e da una povertà probabilmente abbastanza diffusa.
Ma perché tanta munificenza nei confronti di un paese sperduto tra i monti dell'alta Maremma?
Le ipotesi che ci vengono a mente sono molte, tra le quali che il Dott. Vignoli non avesse parenti prossimi, oppure che li avesse ma che non fossero particolarmente meritevoli....
Ma un'ipotesi che ci pare plausibile è l'attaccamento che il medico doveva sentire per Montieri e le sue genti, un legame certamente nato e sviluppatosi durante la sua vita lavorativa nel nostro comune, a contatto con le sofferenze e le malattie che ogni giorno colpivano la popolazione, particolarmente nella parte più povera di essa.
A quel tempo le condizioni igieniche in cui versava il paese erano raccapriccianti. Le strade erano invase da "putredine e concime", le fognature erano inesistenti, lo spazzino non era ritenuto una figura indispensabile. In questa situazione si può intuire come le malattie infettive imperversassero "allegramente" a cominciare dal tifo, dai paratifi e da tutti i tipi di gastroenterite. Ma frequenti erano anche la tubercolosi, la difterite, la poliomielite, la polmonite, il vaiolo. Si trattava allora di malattie gravissime, che spesso si concludevano tragicamente, in special modo per la popolazione peggio nutrita e mal riscaldata durante i lunghi e gelidi inverni montierini.
Da non dimenticare la patologia di tipo chirurgico che doveva provenire da incidenti sul lavoro, con particolare riferimento alla miniera di Boccheggiano che in quel periodo dava occupazione a circa 700 operai. Dovevano essere frequenti traumi di ogni genere, dal piccolo trauma al grande traumatismo, con fratture ossee e ferite lacero contuse, patologie che necessitavano di un soccorso rapido ed efficiente, con la possibilità di ridurre le fratture e di suturare le ferite.
Forse è anche a questa problematica che pensava il povero Dott. Vignoli, quando legava il suo testamento all'obbligo di fondare un piccolo ospedale, nel quale poter rispondere in modo adeguato alle esigenze di salute del popolo di Montieri e del suo comprensorio.

Per sette lunghi anni non si sente più parlare dell'eredità del Dr. Vignoli o almeno non se ne trovano tracce nei documenti dell'epoca. Finalmente in un "agitato" Consiglio Comunale del 1902 l'argomento torna in ribalta. Si tratta di una seduta del Consiglio particolarmente burrascosa in cui si assiste all'insediamento del nuovo sindaco e, sempre nella stessa seduta, alle sue inaspettate dimissioni (storie d'altri tempi!).
II Consiglio è presieduto dal Sindaco di allora, il famoso Angelo Papi, che accenna brevemente alla questione dell'eredità:
-"...l'eredità lasciata al Comune dal Dr. Vignoli, dopo tanti anni dalla sua morte, non e ancora passata nella cassa comunale e neppure le spese rimesse si sono riavute".
Poche parole ma chiare: dopo sette anni non solo il Comune non era riuscito ad ottenere la "ghiotta" eredità, ma aveva dovuto sostenere spese, probabilmente, di natura legale. Ma nella stessa seduta del consiglio comunale un altro personaggio con la "P" maiuscola si alza e prende la parola, si tratta di un consigliere ed ex sindaco, il Cav. Tempesti!
Questi tra le altre cose dice
-"...circa l'eredita Vignoli vi è stato un gran lavorio, perché ripieno quel patrimonio di tante passività e tutte da liquidarsi. Io e Manenti la prima volta chiedemmo i fondi della Romola e l'abitazione del Dr. Vignoli; comprendemmo che le cifre esaltate da principio erano un'illusione. Oltre a ciò, a diminuire l'entità ha contribuito il minor valore ricavato nella vendita dei fondi di Travale; ma........se la Giunta Provinciale Amministrativa approverà il concordato con l'usufruttuaria, il Comune rimborserà subito £ 3.500, per spese anticipate, ed incasserà del legato £ 6.000 nette".
Come si può intuire da questa sommaria relazione del Cavalier Tempesti circa gli sforzi effettuati per recuperare l'agognata eredità, i risultati ottenuti devono essere stati alquanto modesti.
Probabilmente i beni ereditati erano gravati da debiti o ipoteche, ed il Comune di Montieri dovette trovarsi nella posizione innanzi tutto di saldare i creditori. Ma con le grame risorse in possesso dell'Amministrazione deve essere stata un'impresa titanica.
Non e neppure da escludere che la mancanza di cultura giuridica o di un supporto legale di sicura affidabilità, abbiano trasformato una questione intricata in una matassa inestricabile. Forse quel gruzzolo inaspettato si è perso nei meandri dei cavilli legali e burocratici, forse, almeno in parte, è stato recuperato ed impiegato per sanare i debiti innumerevoli che a quel tempo gravavano sull'Amministrazione Comunale.
Fatto sta che di questo fantomatico Ospedale non abbiamo trovato traccia ne nei documenti dell'epoca ne nei racconti tramandati dai vecchi, ed il nome del buon Dottore non intitola ne una piazza ne una via ne una viuzza. Di lui rimane un foglio ingiallito dal tempo di un giornale dell'epoca che riporta una notizia importante, quella di un medico, della sua eredità e di un paesino nascosto fra i castagni.
Ma intorno all'eredità Vignoli tuttora aleggia una fitta nebbia di mistero che nemmeno il tempo ha contribuito a diradare.

Ricerca effettuata dalla nostra associazione

Montieri secolo XIX