Ritrovasi in Roma per lunga serie d'anni e per più secoli, nel Rione di Campitello, cospicua e nobile la famiglia Capizucchi o Capisucchi, come altri scrivono, essendoci di lei autentiche memorie, come di nobile e patrizia da cinquecento anni in circa, nel qual tempo non solo ha sempre vissuto nobilmente, possedendo molte facoltà ed il dominio di cinque castelli come: Poggio, Catino, Montieri, Foissacieca e Fabro, e di questi, tre con titolo di marchese; ma di più, ha prodotti uomini famosi in lettere e in armi, che si sono avanzati anche alla Porpora et a supremi carichi nella milizia. Vincenzo Biagio Gania Valentino, nell'orazione fatta e stampata in Roma nell'anno 1593 in lode d'Alessandro Farnese, duca di Parma, vuole questa casa esser discesa dai Goti, e l'istesso cognome della famiglia essere nome gotico corretto dal volgo. Il che conferma Francesco de Pietri nella sua Istoria di Napoli, nel libro I, al capitolo 12°, ove dimostra la sbarra d'oro in campo azzurro arme assai antica di questa casa, esser gotica e da goti presa. Nel contado del Tirolo et in altri luoghi di Germania si ritrovano li goti detti di Tunno, così chiamati da un castello che ivi possiedono, che usano l'istessa arme, sebbene inquadrata con quella dell'augustissima casa d'Austria per privilegio concessogli dall'imperatore, e v'è traditione esere l'istessa casa che la Capizucchi, conforme anche attesta Ganges de Gozze nel suo trattato dell'armi e come anche a me testificò uno de dd. Conti di Tunno venuto in Roma in tempo di Umberto VIII di S.a memoria [1].
Io porterò qui le memorie più autentiche e pubbliche di questa famiglia che ritrovo raccolte da lipidi, istomenti publici et altre autentiche scritture.
Nella chiesa di Santa Maria in Campitelli, antichissima, che fu poi rinnovata per fare l'abitazione de Preti Lucchesi, si ritrova un altare o tabernacolo fatto all'antica, di varie pietre, nel quale si conservano diverse reliquie, ove in quattro luoghi è scolpita a mosaico la sbarra d'oro in campo azzuro, arma della casa Capizucchi, con queste parole: Magister Adeodatus fecit hoc opus. della Casa Capizucchi, con questo parole: Magister Adeodatus fecit hoc opus. Fu questo Adeodato artefice molto celebre in Roma, ove fece altre opere, e fiorì circa l'anno 1290, come di. mostra l'abate Don Costantino Gaetano nella vita di Gelasio II.

Nell'istessa Chiesa l'anno 1390 fu eretto un jus patronato di questa famiglia sotto l'invocazione di San Paolo, di rendita di Z. 700 in circa, che s'esiggono dal Casale detto di San Ciriaco, che anche di quel tempo possedeva ed ora possiedo questa Casa, di che se ne vede un istromento autentico rogato per Antonio di Antonio di Stefanello do Scambijs, ove, tra le altre parole, si leggono le seguenti: " In nomine Domini Amen. Anno 1390. Nobilis mulier D.na Matthea usor et exequtrix testamenti et ultimae voluntatis qm. Colutij Pauli, Joannis Pauli Capizucchi de regione Campitelli pro se ipsa et exequtorio nomine, nec non vice, et nomine omnium el singolarorum masculorum et feminarum de Domo et prole ipsorum qm. Colutiae natorum et nascitorum legittimorum, pro utilitate cujusdam Cappellae in Sancta Maria in Campitello sub nomine S. Pauli, et eiusdem Capellani electi et eligendi, assignat, dat, cedit, et concedit tres partes de quatour principalibus partibus totius Casalis, quod dicitur S. Ciriacus,,.

Nella stessa Chiesa sono due sepolture antiche. In una si legge: Vir Nobili Progenie natus Ludovicus Petri de Capozucchis, moribus et virtutibus decoratus, et vitae probitatis do hoc praesenti saeculo transmigravit Anno Domini MCCCCXIX, mensis Novembris die XXV ad cujus memoriam Petrus ejus filius, fieri fecit hoc opus.

Nell'altra si legge: Gregoriae de Capizucchis honestissimae et generosae Romanae Antonius Albertonus suae plecrarissimae uxori egregie merenti posuit. Vixit annos X VI obijt MCCCCLXIII Omnibus cara.

Nella Chiesa di San Gregorio di Roma, in una lapide vicino all'Altare Maggiore, si legge la seguente memoria: Joannes Paulus Domini Angeli Capizucchi decedens ex hac vita anno Domini 1376, die 25 Augusti, delegavit huic venerabili S. Gregorij Molendinum situm supra Maranam ut singula quaque hebdomada super Altare S. Nicolaj binae celebrentur Missae.

In Santa Maria Maggiore è la sepoltura di Paolo Capizucchi. che fu molto famoso nelle leggi, trovossi al Concilio Lateranense sotto Giulio III; fu Canonico di San Pietro, Auditore e Decano della Sacra Rota, ed ebbe l'onore che a lui fosse commossa, e, riferitola poi al Papa, la cognizione della causa di quel famoso divorzio di Enrico VIII, Re d'Inghilterra e Catarina d'Aragona, avendo il Sommo Pontefice Clemente VII commossa questa causa in pubblico concistoro a Paolo Capizucchi.

Fu Legato più volto, Prefetto della Segnatura, di grazia, Vicario di quattro Pontefici, cioè di Clemente VII, di Leone X, Adriano VI e Paolo III, in tempo del quale ebbe anche l'onore d'incontrare e ricevere fuori delle porte di Roma l'Imperatore Carlo V, in nome dell'istesso Pontefice, come, tra gli altri autori, racconta il Guazzo.
Muorì a Roma Vicario del Papa e Vescovo di Nicastro, essendo vissuto in somma riputazione e stima appresso di tutti.
La sua inscrizione è questa:

D. 0. M.
PAULO CAPISUCCO EPISCOPO NEOC. VICARIO PAPAE.
ROTAE AUDITORI, SUBSIGNANDISQUE GRATIAE RESCRIPTIS
PRAEPOSITO PI,URIBUS LEGATIONIBUS FUNCTO JOES
ANTONIUS CARDINALIS S. PANCRATIJ PATRUO BENEMERENTI POSUIT.
OBIJT ANNUM AGENS 60 OCTAVO IDUS AUGUSTI 1539.

Nella Chiesa di San Clemente è parimenti la memoria di Gio. Antonio Capizucchi, Cardinale di Paolo IV, che fu parimenti Canonico di San Pietro, Auditore di Rota, Prefetto della Segnatura di grazia e Vescovo di Lodi [2].
La sua inscrizione è la seguente:

D. 0. M.
JOANNi ANTONIO CAPISUCCHO TITULI S. CLEMENTIS
PRESBITERO CARD.LIS EPISCOPO LAUDEN. A PIO V
SUBSIGNANDIS GRE. RESCRIPTIS PRAEPOSITO VIRO
INTEGERRIMO, PIETATIS RELIGIONISQUE X.NE
CULTORI PRAECIPUO. HYERONIMUS CAPISUCCUS
PATRUO BENEMFRENTI POSUIT. VIXIT ANNOS 53,
MENSES 3, DIES 8, OBIJT KAL. FEBRUARIJ 1569.

In un istromento publico, rogato per Bartolomeo di Filippo l'anno 1262, che si conserva nell'Archivio di Santa Maria in via Lata, si leggono sottoscritti molti testimoni, e, tra gli altri, si legge: Stephanus Petri Capozucca [3].
In molti istrumenti antichi si fa menzione di questa Casa, et io n'indicarò qui alcuni.
In un istromento rogato per Bartholemeum Laurentij Cineij Jacobj Rubei, anno 1359, si legge: " Cincius Joannis Pauli Capisucchi de Regione Campitelli, deponit decem florenos aureos in manibus Paulutij Fransmoidi ".

Nell'Archivio Capitolino, nel processo di Antonio Goioli, Pub. Notaro, in un istromento (la lui rogato l'anno 1365, tra l'altre particelle, si legge " Joannes Paulus Domini Angoli Capizucchi de Regione Campitelli fideiussit pro Mattuccio et Antonio Joannis Saxi de Regione S. Angeli.

Nell'Archivio Urbano, nei Protocolli di Paolo Sormando, Pub. Not.° si legge: " Matrimonium inter nobilem Antonium Colae Joannis Pauli de Capizucchis de Regione Campitelli, et D.na Catharinam sorerem Angeli Laurentij Moroni. Anno 1371 dio 16 mensis Januarij ,.

In un altro istromento publico, rogato per Francesco d'Andrea de Felicibus l'anno 1366, che si conserva appo i signori Mancini, si dice: " Laudatum per Cincium Joannis Pauli Capisucchi de Regione Campitelli et Lellum Jacobi Materiae de Regione S. Angeli arbitres communiter creatos ,.
In un altro istromento rogato per Cecco di Pietro Gallese, che si conserva in questa famiglia l'anno 1392, si legge: " Nobilis, vir Honuphrius Cineij Jo.is Pauli de Capizucchis de Regione Campitelli Procurator et persona legittima RR. in X.po Patrum et DD. Stephani Tit. S. Marcelli, Francisci Tit. S. Susannae, Christophari Titutli Sancti Ciriaci investivit, et corporalem, et in vacuam tenutam et possessionem posuit et induxit nobiles viros Antonium qm. Andreae Gratiani de Perleonibus, de regione S. Angeli., et Lellum Petrutij. Palutij de Regione Campitelli pro medietate instorum casalium et nobilem virum. D. Franciscum qm. Jacobellj Joannis Pauli Capisucchi de Urbe, de d.a Regione pro se ipso, et suo proprio et privato nomine, pro alia medietate instorum Casalium de quatuor Casalibus olim Ecclesiae seu Monasterii S. Mariae de Palazollo districtu Urbis, quorum unum vocatur Cerqueto, aliud vocatur Turris de Mezzo. aliud vocatur Bonzabella, et aliud vocatur Vallis Cagiolae " ecc.

In un altro istromento rogato per Pietro Pantaleoni l'anno 1393, appresso i signori Mancini, si legge: " Permutatio Terrarum cum Aquimolo facta per Ven.: Monasterium ed Abbatissam. Ecclesiae S. Mariae juxta flumen de Insula Licaonia urbis cum clausura D.nam Angelam Butij Maristelli dell'Abbrugiato, Duam Laurentiam Tutij Mancini omnes Moniales d. Monasterij et nobilem viros D. Franciscum. Jacobelli Joannis Pauli de Capisucchis de Regione Campitelli, et Lellum Petrutij Palutij de d.a Regione et Autonium Andream Gratiani de Perleonibus de Regione S. Angeli ".
In un altro istromento publico, rogato per Gio. Enrico Tutio Fanno 1418 che si conserva appresso li SS. Muti, si legge: " Nobilis vir Blasius et Joannes de Tostis de Regione Pontis, vendiderunt nobili viro Jacobello Joannis Pauli de Capizucchi de Regione Campitelli, integram medietatem castrorum Polidori et Lombardorum ,.

Il Monaldeschi nel suo Diario riferisce che nel 1327 uno dei Capizucchi fu eletto dal Popolo Romano per uno dei Capitani alla difesa di Roma, e dell'anno 1338 nella coronazione del Petrarca in Campidoglio, dodici nobili Romani recitarono versi in lode del Poeta tra quali vi fu un Capizucchi.

Nelli statuti dell'arte de mercanti di Roma si legge: Jacobellus Joannis Pauli Capizucchi Conservator Urbis 1375.

Nella Basilica di S. Maria Maggiore fu anche Canonico Antonio Capizucchi nel 1480; siccome nell'istesso tempo Francesco Capizucchi fa Canonico di S. Pietro, et ultimamente Horatio Capizucchi dell'1620 fu Canonico dell'istessa Basilica.

Mons. Conteloro nella genealogia di Casa Conti, parlando di Cinthia Capizucchi, maritata a Camillo Conti, Duca di Carpinoto, osserva che siccome d' Duca Camillo si ritrovava nel duodecimo grado di Casa Conti, cioè nella duodecima generazione; così detta Cinthia si ritrovava nel duodecimo grado di Casa Capizucchi da quattro cent'anni. Il che anche costa dalla genealogia di questa Casa data fuori dall'Abate D. Ferdinando Ughelli.

Ritrovo questa Casa essersi apparontata in questo tempo con la prima nobiltà di Roma, et anche con famiglie primarie di fuori. Nell'1352 Gio. Francesco di Roberto Capizucchi ebbe per moglie Oddolina dei Conti della Corbora, e nell'1411 Egidio Conte della Corbora ebbe per moglie Settimia Capizucchi, secondo si vedo nell'albero dei Conti e secondo l'istromenti, che appresso loro si conservano approvati anche dalla Rota nell'1571, nella lite intitolata Urbevetana Fidei commissi.

Nell'1395 Iacobello Matthei, ricchissimo romano, ebbe per moglie Paola Capizucchi. Nell'1372 Antonio Capizucchi ebbe per moglie Caterina Moroni. Circa il 1470 Sigismonda Capizucchi fu moglie di Riccardo degli Annibali della Molara, e prima ora stata moglie di Gaspare Capocci Circa il 1447 Battista degli Arcioni ebbe per moglie Vannozza Capizucchi. Nell'1460 Pietro Margani ebbe per moglie Francesca detta Cecca Capizucchi. Circa lo stesso tempo Giuliano Porcari ebbe per moglie Paolina Capizucchi e Cristofaro Capizucchi ebbe per moglie Anastasia Porcari. Circa il 1450 Valeriano Muti ebbe per moglie Elisabetta dei Capizucchi. Circa l'anno 1445 Lella Paluzzi Albertoni fu moglie dì Pietro Capizucchi. Circa il 1430 Ludovica Capizucchi fu moglie di Luca Paluzzi e nel 1460 muorì Gregoria Capizucchi moglie d'Antonio Albertone. Circa il 1460 Battista Capizucchi ebbe per moglie Margarita Santa Croce e circa l'anno 1460 Domenico Capizucchi ebbe per mo. glie Porzia Santa Croce. Nel 1474 Pietro Ludovico Capizucchi ebbe per moglie Lucia Cesarini figlia di Gabriele Cesarini, Gonfaloniere dì Roma e di Gedina Colonna e di questo inatrimonio fa anche menzione Marc'Antonio degli Altieri nel suo Nuziale. Fu poi seconda moglie dello stesso Pietro Ludovico, Livia Paola Mazzatosta. Circa il 1460 Palozia Capizucchi fu moglie di Gírolamo Altieri Circa il 1480 Lelio Capizucchi ebbe por moglie Tarquinia Capo di Ferro. Nell'1563 Sicinio Capizucchi ebbe per moglie Faustina Madaleni. Nell'1534 Emilio Capizucchi ebbe per moglie Lucretia Crescenzi e circa l'istesso tempo Fausta Capizucchi fu moglie di Domitio Cecchini padre dell'E.mo sig. Cardinale Domenico Cecchini vivente. Circa il 1570 Bernardo Aldobrandini, fratello di Clemente VIII, ebbe per moglie Livia Capizucchi. Nel 1536 Loronzo Chigi figlio di Agostino Senator di Roma e signore di Portoercole ebbe per moglie Laura Capizucchi. Nell'1574 G. B. Ubertini ebbe per moglie Artemisia Capizucchi, dalla quale Lelio Ubertini Cavaliere di Malta. Nell'1533 Marcello Capizucchi ebbe per moglie Lavinia Incoronati figlia di Bernardino Incoronati e di Cornelia Conti. Del 1566 Mario Capizucchi ebbe per moglie Ortensia Capranica figlia di Angelo Capranica e di Martia del Bufalo. Del 1548 Cesare Tomarozzi ebbe per moglie Lucrezia Capizucchi e nell'istesso tempo Battista Capizucchi fu moglie di Silvestro Baldeschi, nobile Perugino. Del 1574 Geronimo Capizucchi ebbe per moglie Cintia Cenci figlia di Valerio Cenci. Del 1576 Lucrezia Capizucchi fu moglio di Andrea Laudati ` Domicello Gaetano e Barone di Marzano che da detta Lucrezia ebbe Francesco Laudati Duca di Marzano e Cavaliere dí S. Jacomo, Padre di Agostino Lau(lati Duca di Marzano e di Carlo Laudati Cavaliere Gerosolimitano. Del 1615 Camillo Conti, Duca di Carpineto e di Monte Lanico, ebbe per moglie Cinthia Capizucchi. Del 1621 Annibale della Somaglia ebbe per moglie Tarquinia Capizucchi, Paolo Capizucchi, Marchese di Poggio Latino, ebbe per prima moglie Olimpia. Matthei figlia di Mutio e per seconda moglie Ortensia Mariscotti di Marcantonio Conto di Vignanello e Parrano e di Ottavia, Orsina de' signori di Bomarzo.

Si come in altri tempi anco ha apparentato questa Casa colli Leni, colli Clementini, Gottifredi ed altre famiglie.

Ha prodotto questa famiglia huomini molto valorosi nell'armi che non solo hanno combattuto in steccato e campo aperto riportando victoria, ma anco per longo tempo hanno militato in diverse guerre con comando de charichi principali negl'eserciti; come Concio Papirio Camillo e Biagio Capizucchi fratelli consobrini che sono molto celebrati dai famosi scrittori che habbiano scritto l'Historie dei loro tempi, essendo Papirio stato honorato da Pontefici del carico di Sergente Maggiore Generale di S.' Chiesa e Cencio e Camillo del carico di Mastro di Campo Generale dell'istessa S.' Chiesa esercitatosi dal d.° Cencio anche nella battaglia navate contro il turco dalla gente Pontificia, in tempo della S.a memoria di Pio V sotto il generalato del Duca di Palliano Marc'Antonio Colonna come da Camillo fu esercitato l'istesso carico di Mastro di Campo Generale dell'esercito Ecclesiastico in Ungheria l'anno 1597 in tempo della S.a Mem. di Clemente VIII, essendo anche nel d.° Campo Biagio Capizucchi stato tredici anni Generale d'Avignone con provisione di trecento scudi d'oro il mese e con il comando supremo dell'Arme in tutto quel stato e doppo anche da, Ferdinando I.° e Cosimo 2° Granduchi di Toscana, honorato del Marchesato di Montieri nello stato di Siena e del carico di Generale della Cavalleria di tutti i suoi stati. Anche Tarquinio Capizucchi fu honorato del carico di Mastro di Campo Generalo di S.` Chiesa della S." memoria di Urbano 8°. Si che dall'antichità dimostrata di questa famiglia, dall'haver sempre vissuto nobilmente, dalla facoltà, e signorie posseduto; dallo cariche principali ecclesiastiche e militari conseguito; dalle parentate conspicui che ha fatto, oltre l'essere stata trovata più volte nella Religione di Malta, di S. Jacomo e di S. Stefano, si può con ogni ragione concludere essere famiglia molto nobile e principale[4].

In Siena, (da ricerche effettuate dalla nostra Associazione risulta che Camillo non sia stato seppellito in Siena ma bensì a Vienna, anche se la chiesa porta lo stesso nome "Santa Croce") nella Chiesa di Santa Croce, si legge la seguente memoria:

D. 0. M.

CAMILLO CAPIZUCCHO PATRITIO ROMANO PODII CATINIO MARCHIONI, SUMMAE VARTUTIS ET CONSILII VIRO AB INEUNTE AETATE PER SUPERIORES-ROMANAE MILITIAE ORDINES AD SUPREMUS GRADUS EVECTO. IN BELLO NAVALI AD ECHINANDAS PHILIPPI Il HISPAN. REGIS TRIBUNO MILITUM CASTRO PRAEFECTO COPIAR. LEGATO IN BELGIO BRITANNIA, GALLIA, UNGHERIA, TERRI MARIQ. REBUS STRENUE GESTIS CLARISSIMO; OBIIT COMARI CONTRACTA EX PONTIS IN DANUBIO PONTI RECISI EXERCITUSQUE SERVATI LABORE GRAVISSIMO IN MORBI ANNUM AGENS SEXAGESIMUM ANNO MDXCVII.
MARIUS, HORATIUS ET BLASIUS FRATRI AMANTISSIMO MULTIS CUM LACHRIMIS FIERI MANDARUNT.

Tratto da: "Storia delle Famiglie Romane" di Amayden. Edizioni Colosseum, 1987. Libro presente nella Biblioteca OCCxAM - Montieri