È distante dalla città di Siena miglia vinti, da Casole quattordici, da
Massa otto, da Prata sette, da Iusdino cinque, da Boccheggiano quattro,
da Travale tre, e da Gerfalco due.
È situato nella radice d'una Montagna assai alta, che è delle maggiori,
e più elevate, che siano in quei Contorni; L'Aria è buona, se bene riguardo
alle nebbie cagionate dalla vicinanza di detta Montagna, e per l'Umidità
ordinaria in tempo d'Inverno, aggiunta la Rigidezza del Clima in detto tempo
riesce troppo sottile, e umida insieme. Non è cinta da Mura e vi è un Borgo
che viene in Sito piano, restando il Castello in luogo aspro, e declive.
Le sue Strade sono anguste, e poco lunghe tutte però Seliciate. Le Abitazioni
sono Rozze in generale, vi sono però quelle del Marchese, degli Eredi di
Piero Matthij, di Gio: Antonio Ciacci, degli Eredi di Giuseppe Narducci,
che hanno qualche comodità, e apparenza.
Non vi sono Citerne, è però assai copioso, et abbondante d'Acque vive, quali
servono non solamente per il bisogno degli Abitatori, ma tengono ancora
andanti tre Conci di Cuoiame.
La Comunità di Montieri possiede gli infrasti Edifici pubblici, cioè. Il
Palazzo di Giustizia con due Carceri segrete, et una pubblica, due Fonti,
il Lavatoio pubblico, due stanze per il loro Forno, due Molini, la stanza
per uno de due Macelli, la Casa dello Spedale, e quattro Poderi tutti con
la loro Casa.
I Benestanti poi di Montieri sono gli appresso.
| Gli eredi di Piero, e Gio: M.a Matthij..................
Bennardino e Antonio Ciacci ............................. Francesco Lambardi ......................................... Eredi di Giuseppe Narducci .............................. Eredi di Luca Ciacci ......................................... |
per scudi 20000- |
Vi sono poi più Famiglie, che haveranno un Capitale di scudi mille, e
sono. Gio: Batta Marzocchi, Luigi Guerra, Francesco Francesini, Gio: Francesco
Narducci, Antonio Gratini, Antonio Lambardi, Ventura Caramassi, Gio: Antonio
Ghezzi.
Secondo il Compartimento dell'Anno 1597. era con Iusdino Potestaria Semestrale
con due Notari, e vi teneva giustizia civile, e mista il Podestà di detto
Luogo, ma essendo stato fino l'Anno 1627 eretto dal Serenissimo Gran Duca
in Feudo con titolo di Marchesato, e dato al Marchese Gio: Vincenzo Salviati,
fù in quell'occasione smembrato dalla Iurisdizione Criminale di Casole,
e dalla detta Potestaria coll'applicazione delle £ 102., che pagava per
salari al detto Capitano di Casole, e delle £ 90., che in un Anno pagava
al Podestà di Iusdino, e delle £ 104,10,4; che pagava alla Biccherna.
Gode il Marchese predetto il Palazzo di Giustizia, che serviva prima per
abitazione del Potestà, et egli in oggi vi teine di continuo per amministrarvi
la giustizia, criminale, civile, e mista un Commissario, et in Fiorenza
vi tiene un Auditore sopra i negozi del Marchesato osservando quivi la tariffa
dello Stato. Ha il salario il Commissario del Marchese scudi trenta sei
unitamente anco per la Terra di Boccheggiano - altro Feudo dell'istesso
Marchese e sotto l'istesso commissariato, oltre agli utili del Banco, che
sono tutti suoi, e dell'Entrate della Comunità si cavano scudi cento netti
per il Marchese, del resto il Commissario ha il quarto, e partecipa il quarto
delle spese. Tiene il Marchese del continuo stipendiato in Montieri un Messo
per il servizio del Commissario, et ha di salario £ 10- il mese, prima però
vi teneva anco un Famiglio. Tre sono i Priori, che rappresentano la Comunità
di Montieri, l'Offizio loro è semestrale con mercede di £ nove per ciascuno.
Dura il Bossolo dei Priori tre Anni, e quando è per finire il Triennio,
si aduna il Consiglio generale, nel quale tanto i Priori, che il Camerlengo
della Comunità nominano due Soggetti per ciascuno, e di questi separatamente
scrutinati rimangano per maggior numero di voti tre, e questi hanno facoltà
di fare il nuovo Bossolo, et accoppiare le Ballotte de Priori per il futuro
Triennio.
Non fanno borsa di sciolti, onde in caso di vacanza, ò renunzia si supplisce
dal Consiglio. Si conserva il Bossolo nella Chiesa Pievania serrato a due
chiavi, una delle quali la tiene il Capo Priore, e l'altra il Commissario.
Quelli istessi Accoppiatori fanno il Bossolo del Camerlengo della Comunità,
la Carica del quale è annuale, e principia a Gennaro. Non li previene denaro
alcuno della Comunità nelle mani, onde non fà sindacato, gia che
tutte l'Entrate predette sono appresso al Marchese, che vi tiene un agente,
per mano del quale passano tutte le spese. Ha il Salario però il Camerlengo
£ vinti otto, et è obligato à fare il Salaiuolo nel luogo, e riscuote
l'imposta del Cerusico.
Il Cosiglio di Montieri è composto a ragione di un homo per casa delle Famiglie
originarie, et antiche del Luogo, o per lo meno, che vi habbino abitato
venti anni, così provedendo lo Statuto.
Si dovrebbe eleggere in questo Consiglio il Maestro di Scuola con mercede
di £ trecento pagateli dal Marchese Livellario ha d'obbligo di officiare
la Chiesa vecchia di S. Jacomo con due messe la settimana, e tutte le Feste
di precetto.
Doverebbe anco eleggersi il Cerusico obbligato a tutta cura dentro, e fuori
con salario di £ dodici, anzi di £ cento dodici dalla Comunità, e di £ dugento
trent'otto per imposta sopra i particolari.
Doverebbe anco eleggersi il Predicatore con mercede di £ settantacinque
dalla Comunità, di £ quaranta cinque dall'Opera, e di £ sette per ciascheduna
delle tre Compagnie del Luogo. Ma questi tre Provisionati li elegge il Marchese.
Si eleggono ancora tre Offiziali sopra i negozi de Pupilli, e Vedove, peso
de quali è assistere agli Inventari de Pupilli, fare stipulare tutele, e
dividere i Conti, senza però hanche autorità di decidere differenze, che
nascessero intorno à ciò restando questa appresso il Commissario,
hanno di salario lire quattro per ciascuno dalla Comunità, e durano un Anno.
Si eleggono due Paschieri, quali sono obligati contare tutti i Bestiami
della Corte obligati à pagare certo dazio, ò annovero alla Comunità,
e durano in carica ancor essi un Anno.
Si eleggono ogni sei mesi tre Sindaci con salario di lire dieci tra tutti,
obligo de quali è lodare, e terminare le differenze de Confini, e stimare
danni dati nella Corte, fanno il prezzo, e Scandaglia del pane à
Canovari, il prezzo del Vino agli Osti, et alla Carne Vaccina, e rivedono
gli Edifizi pubblici.
Si elegge anche il Temperatore dell'Orologio, che ha di salario £ cinquant'una
compresovi l'Olio per tutto l'Anno.
Vi è anco il Consiglio minore composto di dodici Soggetti, e con intervento
de Priori, questo Consiglio minore si elegge dal maggiore per scrutinio,
e delibera i negozi della Comunità di poco rilievo, aspettandosi gli altri
al Consiglio maggiore.
In Montieri vi sono due Canove, il Provento delle quali si vende all'Incanto
à prò della Comunità, e suo Livellario, quale del proprio gli fa
una prestanza di moggia due grano per ciascuna; vendono il Pane i Proventieri
à libbre, ricevono lo scandaglio di esso dalli sopraddetti sindaci.
Vi sono due Macelli, una stanza sola de quali attiene alla Comunità, et
i loro Proventi si vendono all'Incanto con una prestanza di scudi cinquanta
per ciascuno dei denari del Marchese. Sono obligati i compratori del Provento
vendere le Carni a prezzi seguenti, cioè
| Castrato la libbra ...................... Agnello la libbra ....................... Capretto la libbra ..................... Capra la libbra ......................... Castrabecco la libbra ............... |
soldi 3.8 - soldi 2.8 - soldi 3.8 - soldi 1.8 - soldi 2.8 - |
Il Prezzo della Vitella, Vaccina, e Salvaticina si fa da sindaci.
Vi sono due Forni, che si esercitano in stanze della Comunità, così vendono
à pubblico Incanto à prò della medesima, e suo Livellario
costumandosi pagare al Proventiere per mercede un pane per ogni tavolata
e sono obligati tutti del Paese andare à cuocere il pane ad uno di
detti Forni.
Non vi sono proventi di Pizzicarie, et ad ognuno è lecito tener robba attinente
a detto esercizio, ricevendo però il prezzo dell'olio da Sindaci, e le altre
robbe le vendono come à lor piacere.
Vi sono due Osterie, che vi esercitano in stanze di particolari, e vendesi
il loro provento all'incanto, e non possono vendere il vino se non al prezzo
fattoli da Sindaci.
Sono in Montieri quattro Botteghe di Calzolaio due di Merci, e Pannine,
una Spezialia, tre Concie di Quoiame, una di Bastiere, tre di Legnaioli,
due di Bottai, due di Maniscalchi, et una di Archibusaio.
Sono i Pesi, e Misure simili a quelli di Siena.
Non vi sono ne Fiere, ne Mercati, ma solo per la Festa del Beato Jacomo
vi concorre gran Popolo, e vi si fà un buon Mercato.
Non vi è Edifizio di Salnitro, non vi sono Stallaggi, ne Alloggi per i Famegli
di Campagna, come luogo infeudato.
È tassato Montieri in moggia tre, e staia 6 Sale che si paga alla cassa
à ragione di £ 249 il moggio oltre al solito quattrino per le strade. Costumano
pagarne il prezzo prima, non volendo, per esser feudo, il magistrato del
sale prender sicurtà, se questa non fusse di fuori del Marchesato. Fanno
la distribuzione sopra le persone, e doppo che il sale è venuto si consegna
a tassati, che lo pagano quattordici quattrini la libbra, e ciascuno a ragione
(………?) per libbra.
Si paga in questo Castello la Gabella dei Contratti e quella del Piè Fondo
al Marchese Feudatario à ragione però di £ 23,36,8 per cento quanto alle
prime, e quanto alle seconde à ragione di £ (il dato è omesso).
È tassato l'Estimo in £ (il dato è omesso) e per i lavori non descritti
£ vint'otto.
Si governa con i propri Statuti scritti in Cartapecora, e con Carattere
intelligibile.
Ogni seconda Domenica del Mese si fà in Montieri la rassegna de Soldati
pedestri, et ogni terza quella degli equestri sono i primi sotto la Banda
di Massa et i secondi sotto la Compagnia de Cavalli di detto luogo.
Montieri è sottoposto nello spirituale à Monsignor Vescovo di Volterra,
e dentro vi sono le chiese infraste.
Chiesa Pievania con il Fonte Battesimale con Titolo di Arcipretura, e sotto
l'invocazione di San Michele. È obligato il Preposto alla spesa della Candelora,
e delle Palme, e nella Festa del Beato Jacomo di Luglio fa due pasti agli
Offiziali pubblici del luogo. Questa chiesa è di libera collazione. Ha pretese
la Comunità havervi l'impadronato, ma per non esservi trovata sera alcuna,
che ne facesse menzione, fu stimata cosa utile non porla in spesa di Lite
senza fondamento. Fruttara questo Arcipretato circa Scudi trecento la maggior
parte da Castagneti.
In questa chiesa vi è l'Opera luogo pio laicale sottoposta al magistrato
de Conservatori, al quale però non rende conto doppo l'infeudazione di questo
Castello. Maneggiano l'Entrata due Operai, che si eleggono dal pubblico
Consiglio con mercede di £ vintiquattro per ciascuno, e di £ due per ciascuno
a due Sindaci, che intervengono e si eleggono da Priori.
Ha d'Entrata questa Opera £ quattro cento novanta l'Anno depondenti dal
frutto de suoi Beni consistenti in diciotto Castagneti, e Linee, che le
consuma nell'infrascritte spese.
| In cera un Anno per l'altro ................................. All'Organista ..................................................... Al Predicatore .................................................. Per Stara 30 pane ai poveri per Natale .............. Alli due Operai ................................................. Per quattro stara d'olio per la lampada ............... Per il Sindacato ................................................. Per le due feste del Beato Jacomo, e delli Santissimi Innocenti |
£ 140.--.-- £ 84.-- -- £ 45.--.-- £ 70.--.-- £ 48.--.-- £ 56.--.-- £ 12.--.-- £ 14.--.-- |
Resta poi da considerarsi la spesa straordinaria del mantenimento della
Fabbrica della Chiesa, che è un Tempio grande, Largo, et ornato, con sette
altari ben tenuti, e con il suo Organo.
Nell'Altare dedicato a Santo Jacomo vi è una congregazione sotto Titolo
del Beato Jacomo da Montieri, vedendosi le reliquie del di Lui Sacro Corpo
con la Testa legata in argento. Ha d'Entrata questo Altare scudi quindici
da Castagneti, e Censi, et ha obligo Messe ventiquattro l'Anno, et ogni
avanzo si spende in cera, e mantenimento dell'altare, e nella celebrazione
d'una Festa Solenne per il Beato nel 25 Luglio. Maneggia queste Entrate
un particolare del luogo ascritto nella Congregazione, e rende conto al
Commissario senza spesa.
Nell'altare dedicato al Santissimo Rosario vi è una congregazione sotto
l'istesso Titolo, che haverà d'entrata Scudi dieci in Castagni, e Terre,
ha d'obbligo la Festa nel dì della prima Domenica di Ottobre con il suo
Anniversario, et ogni restante si spende in Cera, e altro per mantenimento
dell'Altare, et ogni prima Domenica del Mese vi si celebra la Santa Messa.
Maneggiano l'entrate di questa Congregazione due Femmine elette dall'Arciprete,
che rendono conto al Commissario.
Nell'Altare dedicato al Santissimo Corpus Dei vi è la Compagnia laicale
con Cappa sotto il detto Titolo, le di cui entrate sono maneggiate da un
Fratello di essa eletto capitolarmene, che rende conto a due Sindaci deputati
dal Capitolo sotto rogito del Commissario. Ha diversi oblighi di Anniversari,
e Messe, e particolarmente la Festa del Corpus Domini, et ha la spesa incerta
del mantenimento dell'Altare. Consiste l'entrata di questa Compagnia in
Castagneti, Pigioni di Case, et un Castagneto, che ascenderà annualmente
à £ dugento trenta in circa.
Chiesa e Convento de Padri Minori Conventuali di San Francesco, nel quale
stanno di continuo sei Religiosi, quattro de quali Sacerdoti, e due Conversi.
Questa Chiesa parimente è un bel Tempio, e vasto capace con sette Altari,
et il suo Organo. Haverà d'entrata scudi dugento l'anno. In questa Chiesa
vi è una Compagnia laicale sotto Titolo della Nunziata, l'Entrate della
quale si maneggiano da un Fratello eletto Capitolarmene, e rende conto à
due Sindaci deputati dal Priore con il rogito del Commissario, che lo registra
a libri pubblici della Comunità. Haverà d'entrata scudi trenta sei che si
conservano nella satisfazione di diversi oblighi e nel mantenimento dell'Altare
à Cera, e suppellettili Sacre.
In Montieri vi è uno Spedaluccio luogo Pio Laicale sotto il Titolo di Santa
Chiara, che non ha altra entrata che £ vinti tre da un castagneto, e pigione
di un Celliere. Si consuma in tenere un letto per Servizio de Poveri Pellegrini,
che ne tien conto uno Spedaliere.
Fuori di Montieri vi sono quattro Chiese, cioè
Chiesa sotto Titolo di San Jacomo con tre Altari, alla quale è attaccata
altra piccola Chiesina, che era la Stanza, nella quale dimorò per lo spazio
di quarant'anni il Beato Jacomo da Montieri, con il suo Atarino, ove si
celebra. Questa è officiata dal Maestro di Scuola della Comunità, che per
obligo deve celebrarvi in tutte le feste comandate, et in oltre due altre
messe per settimana in giorni di sua satisfazione.
Chiesa dedicata a Maria Vergine, detta della Madonna de Castagni; Non ha
entrata, ne obblighi, vi si celebra solamente per devozione, e ne tien conto
una Femmina, che la mantiene con Accatti.
Chiesa dedicata a San Lazzaro, questa pure non ha entrata, ne oblighi, e
si mantiene nella forma suddetta.
Chiesa dedicata a San Francesco detta la Chiesa vecchia di San Francesco,
ove era anticamente la chiesa del detto Convento. Non ha entrate, ne oblighi,
e la mantengono i Padri Minori Conventuali.
Il Castello di Montieri è composto di cento ottanta quattro Fuochi, compresivi
però quattordici Poderi, e due Molini della Corte, e vi sono Anime ottocento
quaranta due, delle quali sono Maschi quattrocento settantacinque, e da
Comunione cinque cento cinquanta due, e tra questi vi sono Preti Sacerdoti
numero 4., Chierici numero 4., Soldati a Cavallo numero 9., a Piedi numero
102., tutti sotto la Rassegna di Montieri, e Compagnia de Cavalli, e Banda
di Massa respettivamente.
La Corte di Montieri non è molto grande, quasi tutta sativa, e boschiva
per esser luogo montuoso, et aspro; vi sono però buoni pascoli, e salubri
per gli Animali, et è copiosa d'Acque.
Si ricoverà in questa Corte un buon Capo di Vino tutto però aspro, e non
maturo, e di poco spirito, essendo le vigne poste in luogo basso, e poco
battuto dal sole, et esposto al rigore del clima, ascenderà circa à Some
ottocento, dell'Olio non se ne ricoglie niente, e si seminarà un Anno per
l'altro circa moggia vinti di grano con ricolta di moggia ottanta. Questa
non è di gran lunga sufficiente per il consumo del luogo, che è assai popolato;
onde si aiutano gli huomini con le semente nella vicina Maremma, havendo
anco nella lor Corte una buona ricolta di farina di Castagne ascendente
sopra moggia cento vinti. Questa et il frutto del Bestiame del quale è assai
copiosa la Corte, è il maggior Capitale de Montierini, che sono persone
faticanti, industriose, che oltre al mestiere della Campagna, e del Bestiame
trafficano anche nelle sopradette Concie, e Botteghe, essendo poca gente,
che non abbia pane a sufficienza. Si provedono dell'Olio a Massa, e nella
Corte non vi è ne Dogana, ne (….?) da Dogana.
Vi si ritrova presentemente l'infrascritta qualità di Bestiame
Bestiame minuto .......................n° 1900.-
Bestiame vaccino ......................n° 300.-
Tutto il Bestiame della Corte paga l'Annovero alla Comunità due volte l'Anno
in questa ragione, cioè
Ogni Bestia minuta .....................soldi 2. l'Anno
Ogni Bestia grossa .....................soldi 3. l'Anno
Ogni paio di Bovi domi ..............soldi 8. l'Anno
Questo Dazio attiene alla Comunità, et in oggi al Marchese Livellario. Per
sapersi la quantità del Bestiame si eleggono come si è detto, due Paschieri,
quali contano il Bestiame, si registra la contatura a libri della Comunità,
e si risquote dal Cancellire della medesima.
Non sono nella Corte di Montieri ne Bagni ne Acque minerali. Vi sono due
Molini ambedue della Comunità, che prendono l'acqua dal fiume della Mersa,
questi hanno l'acqua a sufficienza, onde non solo suppliscono al bisogno
del luogo, ma anco in tempo estivo a quello de luoghi vicini.
Anticamente vi era, e vi è la cava dell'argento, ma in oggi è ridotta così
povera, che non copre servizi della miniera, poiché saria maggiore la spesa
dell'utile.
Vi passa il fiume della Mersa e quello del Ripariano, e non vi sono ponti
di sorta alcuna.
Si divide, e distingue la Corte di Montieri in sei parti, cioè Bandita del
Poggio, Bandita de Grani, Pascolo universale, Ruspo de Castagneti, Confini,
e Bandita Ianda.
Bandita del Poggio, che si gode in questa forma. Si serra il 25 Aprile,
e dura fino al 25 Maggio, nel qual tempo il di lei Pascolo è reservato alla
Bestie dome di qualsivoglia sorte, e doppo si apre per le Bestie minute,
e vi possono anco battere l'istesse Bestie dome per tutto il restane dell'Anno
pagando l'annovero, e pasco spradetto, ne vi puole stare altra qualità di
Bestiame.
Bandita de Grani, questa è ordinata a (tergaria?), seminandosene ogni anno
la (...?), è divisa in tre terzi, cioè Monte Murlo, Torricella, e Lardignano,
e d'ogni terzo si fanno cento prese. Nella terza parte della Bandita, che
si semina, non vi possono battere Bestiami di sorte alcuna fino, che non
sono riposte le ricolte, doppo vi possono battere tutti i Bestiami della
Corte, come anco nell'altre due terze parti vi possono stare di tutti i
tempi.
Ruspo de Castagneti. Questo si vende a pubblico Incanto à pro de luoghi
pij del Castello, aspettandosi al pubblico Consiglio la distribuzione del
prezzo dei ruspi à ad luoghi pij, come gli aggrada. Comincia il ruspo dal
giorno di San Martino, e più presto, e più tardi secondo che delibera il
Consiglio in caso, che le stagioni non venghino a proposito. Nel tempo,
che si riguarda per ruspo non vi puol battere se non il compratore, e suoi
fidati, e doppo resta Corte à beneficio del pascolo universale.
Bandita di Ianda buona per pascolo di animali porcini. Si comincia a riguardare
a San Michele di Settembre, e si arrompe dal compratore al principio del
mese di Novembre, e dura Bandita per tutto Carnevale, nel qual tempo non
vi puol battere, che il Bestiame del compratore, e suoi Fidati, e doppo
resta pascolo universale à pro de Bestiami della Corte.
I Confini sono i luoghi più domestici intorno al Castello, ne puole in essi
batter Bestie di sorte alcuna fuori di quelle de Macellari.
Pascolo universale è tutta la Corte con le limitazioni, e riservi sopradetti,
e si godono fuori de tempi, che sopra si è detto, pagandosi il pasco, et
annovero gia detto alla Comunità.
La Comunità di Montieri ha molti terreni in questa Corte, et in specie tutta
la Bandita a Ianda; e la Bandita a Grano. Chiunque semina in detto luogo,
o in altre terre di Comunità, paga il terratico alla Comunità, e per essa
al Livellario à ragione di uno staro di grano per ogni dieci, che se ne
ricoglie.
Confina la Corte di Montieri con quella di Boccheggiano, di Prata, di Iusdino,
di Travale, e di Gerfalco, e per differenza di confini, anzi per causa di
confini non hanno differenza di confini.
L'Entrate della Comunità di Montieri sono le appresso
I due Macelli venduti per scudi settanta Due
Osterie vendute per lire ………………(La cifra è omessa)
Danno dato, che per lo più si vende per £ 20. l'Anno
Paschi o Annovero, che rendono £ dugento cinquanta.
Due Molini, che rendono di fitto al Livellario moggia quindici di grano
à spese de Fittuarij, eccetto, che delle steccate, che attiene al medesimo
Livellario.
Bandita a Ianda, che rende £ 160.- l'Anno.
Terratici, che di presente sono in prezzo di stara cento.
Tre Poderi della Comunità, due de quali sono allineati per stara cinquanta
sei grano tra ambedue, e l'altro si concede all'Incanto, e se ne ricava
stara cinquant'uno di Grano. Stara dodici e mezzo grano per Terre concesse
a Linea.
Lire dugento cinquanta sette 38.8., che rendono ogn'anno diverse linee a
denari.
Lire settecento settanta, che hanno reso di frutto a denari quest'anno le
prese de Castagneti, che si vendono all'Incanto.
Terratici, o'vero Fitti de Lini, che si vendono a pubblico Incanto, e se
ne cava £ trenta l'Anno.
L'Entrate sopradette consistenti ne Capiespressi di sopra nello stato presente
rendono al Marchese Livellario Lire due mila secento sessant'otto à denari,
e à moggia vintiquattro, e stara dieci a grano.
Furno queste entrate fino l'Anno 1641. concesse al Marchese Vincenzo Salviati
per se, e suoi discendenti Maschi in infinito, e per annuo canone di scudi
cento trenta cinque da pagarsi alla cassa de Conservatori in sconto delle
Tasse dovuteli dalla Comunità, e con obligo di fare tutte le spese che sono.
| All'Opera di Siena ...................................................................... Per Feste e Offerte .................................................................... A Monsignor Vescovo di Volterra ............................................. Al Predicatore ........................................................................... Al Marchese per il Capitano di Casole, e Podesta di Iusdino ...... Al Cerusico ............................................................................... Al Maestro di Scuola ................................................................. Al Messo del Comune ............................................................... A Priori et altri Offiziali .............................................................. Al Notaro per rimetter le scritture............................................... Al Temperatore dell'Orologio .................................................... A Paschieri ............................................................................... Alli Sindaci e Notaro ................................................................. Pei Libri, Cera, Carta, Inchiostro, e altro .................................... |
£ 14.--.- £ 100.--.- £ 12.--.- £ 75.--.- £ 377.13.4. £ 112.--.- £ 400.--.- £ 120.--.- £ 100.--.- £ 33.11.- £ 39.--.- £ 16.--.- £ 27.--.- £ 27.6.8. |
E di più furno in detta concessione apposte le appresso condizioni, cioè
Che dovesse il Marchese, e successori nel Feudo osservare agli abitatori
di Montieri li Statuti, Ordini, et usi del luogo senza alterare li Terratici,
Molende, Pene di danni dati, et altro.
Che gli uomini, et Abitatori non potessero entrare con le loro Bestie nella
Bandita come dispongono i Capitoli.
Che il Marchese fusse obligato a proprie spese al mantenimento di tutte
le Fabbriche pubbliche, e farvi le spese opportune.
Che il Camerlengo della Comunità, Opera e Spedale dovessero render conto
ogn'anno al Marchese, et esso ogni quattro anni facesse costare al Magistrato
de Conservatori di havere adempito a detti obblighi.
Che mancando di pagare per tre anni il Canone alla Cassa de Conservatori
e non osservando il detto Capitolo, si intendessero l'entrate ritornate
alla Comunità.
La Comunità di Montieri ha debito con la Cassa de Conservatori per tutto
Marzo 1676. la somma di scudi quattrocento sessant'uno.
L'uscita annua della Comunità predetta secondo le sopradescritte spese compresevi
le Lire novecento quaranta cinque, che si pagano dal Livellario alla Cassa
de Conservatori, importano ogn'anno Lire due mila cinquecento diciotto soldi
undici - e stara trenta di grano, che si da à Monsignor Vescovo di Volterra,
restando da considerarsi la spesa straordinaria, che puol essere nel mantenimento
del Palazzo di Giustizia, delle due Fonti, Lavatoio, e due Forni, e d'una
stanza del Macello, e della Steccata de due Molini, e della Casa d'uno dei
Poderi che si affitta.

Distanza da Siena e altri Luoghi
Situazione del Castello
Estratto dall'Archivio di Stato di Siena - Manoscritto D. 86