I segni dello stemma di Siena, la balzana, sono ancora impressi sul portale d'ingresso della bella chiesa romanica, sui resti delle antiche mura e del fortino senese, e nella ben conservata Porta senese. Attestato come castello dei Pannocchieschi dal 1135, intorno alla metà del XII secolo venne conteso, così come Gerfalco, tra Ranieri e suo fratello Galgano, vescovo di Volterra. Fu sottoposto al Comune di Siena nel 1263, e successivamente, con nuovi patti, nel 1317, 1322, 1329. Successivamente il paese godette di un lungo periodo di tranquillità, fino al disastroso terremoto del 1502. Travale si dotò di un proprio Statuto nel 1554, con il quale si governò fino al 1777, quando Pietro Leopoldo lo aggrego al Comune di Chiusdino, da cui si staccò nel 1833 per essere annesso a quello di Montieri.
Travale è situato al confine tra le province di Grosseto e di Siena; fa parte, fin dal suo sorgere intorno all'XI secolo, della Diocesi di Volterra. Si raggiunge da Montieri (7 Km.) oppure, seguendo un itinerario di singolare bellezza, tramite l'antica strada che congiungeva i due borghi, dove si incontrano piccole cascatelle che confluiscono nel Cecina, immerse in un bosco di faggi, larici, pini montani, nonchè splendidi castagneti.Fu, nell'alto Medioevo, la prima conquista dei Conti Pannocchieschi d'Elci, cui successe Siena, che pure garantì un'ampia autonomia.
Nell'Archivio storico della Diocesi di Volterra è conservata una pergamena del 1158, nota come "carta di Travale", in cui viene riportata, in lingua volgare, una tra le prime testimonianze della lingua italiana. Il documento riferisce le testimonianze di sei uomini di Travale, rese al giudice Balduino, in merito ad una controversia tra il conte Ranieri Pannocchieschi e suo fratello Galgano, vescovo di Volterra, per provare l'appartenenza di un certo numero di casolari. Particolarmente importanti sono due casi, in cui il giudice trascrive la testimonianza con un discorso diretto. Queste le parole di uno dei testimoni, Enrigolo: "Io de presi pane e vino per li maccioni a Travale"; un'altro testimone, Poghino, riporta le parole di lamentela di Malfredo: "Guaita, guaita male, non mangiai ma' mezo pane". Particolarmente interessante questa ultima frase che, per quanto di non semplice interpretazione (forse: La guardia, la guardia fa male, non mangiai che mezzo pane, oppure: La guardia fa male la guardia: non mangiai che mezzo pane), si basa su un proverbio o un motto tradizionale, il che prova dunque l'esistenza di una preesistente tradizione in volgare.(vedi Guaita)
L'originaria cinta muraria è ormai visibile solo parzialmente, in un tratto localizzato lungo via della Porta. Si conservano solamente une porta ad arco tondo di travertino e ruderi di una torre rotonda in pietra. Nella parte più alta del paese e situata la chiesa dei SS. Michele e Silvestro, risalente al XlV secolo. La facciata presenta un portale in stile senese, con archivolto in conci di marmo e gabbro, cornici modanate in travertino; più tardo è un occhio centrale. All'interno degno di nota un Crocifisso scolpito trecentesco. Addossata alla Chiesa dei SS. Michele e Silvestro, tanto da costituire un unico complesso architettonico, è la chiesa della Compagnia. Le strutture delle due costruzioni rimangono comunque visibili. Si ipotizza che possa essere stata la chiesa citata in documenti della fine del Duecento.
I soffioni di Travale, raggruppati in un'area ristretta nel tratto superiore del torrente Saio, tributario della Merse, sprigionano da roccie calcareo-argillose, ma sono poverissimi di acido borico, ed e per questo che l'attività geotermica e sempre stata piuttosto limitata. Lo sfruttamento dei pochi lagoncelli esistenti iniziò ad opera della Società Travalese costituitasi nel 1860, quando dalle perforazioni effettuate si ottennero dei soffioni. Nel 1916 la fabbrica venne rilevata dalla Società Boracifera di Larderello. La prima centralina elettrica installata a Travale fu del 1951, ma solo nel 1963, con il ritrovamento di più apprezzabili quantità di vapore si potè iniziare uno sfruttamento più consistente con l'installazione di centrali geotermoelettriche. Nel territorio di Travale da segnalare le polle d'acqua termale del Bagno delle Galleraie.
Le due chiese di Travale
I resti delle antiche mura di Travale